Belgrado è la capitale della Serbia. Si trova nella provincia della Serbia centrale, nel punto di confluenza tra i fiumi Sava e Danubio, dove il territorio della Penisola Balcanica incontra la Pannonia. Con una popolazione di 1.659.440 abitanti secondo una stima ufficiale del 2011, quella di Belgrado è l’area metropolitana più popolosa dell’ex Jugoslavia, nonché la quarta nell’Europa sudorientale, dopo quelle di Istanbul, di Atene e di Bucarest. La storia moderna ha messo ha più volte messo a dura prova la sicurezza della città e della popolazione. Il 6 aprile del 1941 Belgrado subì un durissimo bombardamento da parte delle forze tedesche, che causò migliaia di vittime. La Jugoslavia fu invasa dagli eserciti tedesco, italiano, ungherese e bulgaro. Nell’estate del 1941, i tedeschi bombardarono nuovamente Belgrado e deportarono molti cittadini, in particolare quelli di origine ebraica. La città fu bombardata ancora una volta il 16 aprile 1944; più di 1.500 persone persero la vita. La maggior parte della città rimase sotto il dominio dei tedeschi fino al 20 ottobre 1944, finché l’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia e l’Armata Rossa liberarono la città. Il 29 novembre 1945 il Maresciallo Josip Broz Tito onorò Belgrado facendo di essa la capitale della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

La città fu nuovamente bombardata dalle forze aeree della NATO durante la guerra del Kosovo nel 1999 e subì danni considerevoli. I bombardamenti colpirono i ministeri della difesa, dell’interno e delle finanze, la residenza presidenziale, alcune stazioni radio-televisive, l’ospedale Dragiša Mišović, case private nella zona di Zvezdara, la sede del partito socialista, l’hotel Jugoslavija e l’ambasciata cinese. Gli ufficiali della NATO dichiararono che quest’ultima venne bombardata per errore, perché i piloti statunitensi avevano usato vecchie mappe della città che non riportavano gli ultimi aggiornamenti.

Oggi la capitale serba è una città viva e variegata, che presenta molti volti. Allontanandosi dal centro, giovane e vivace, l’atmosfera che si respira sembra essere ancora sospesa in un passato fatto di ferite ancora visibili e dolorose ma anche di antichi fasti e di una modernità fatiscente. Camminando per le strade è un susseguirsi di architetture diverse, di alternarsi di edifici moderni, nati già vecchi. Attraversare la città significa immergersi in un viaggio fatto di contraddizioni, di colori e grigio, di nuovo e antico, di storia e centri commerciali, di acqua e cemento.