Rabil – La miniera abbandonata

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Cave del Predil (Rabil in friulano, Raibl in tedesco, Rabelj in sloveno) è una frazione del comune di Tarvisio (UD).

Il paese deve la sua esistenza (e il suo nome italiano) alle miniere di piombo e zinco del monte Re, in attività fino al 1991 e che condizionano in modo pesante il paesaggio circostante. I minatori non scavavano solo all’interno della montagna, ma le gallerie della miniera si estendevano anche sotto il villaggio. L’8 gennaio 1910, una parete si spacca, facendo così irrompere nella miniera l’acqua proveniente dal lago sovrastante. Alcune gallerie franano sotto la pressione delle acque. Verso le ore 13, l’ospedale del paese viene inghiottito nel sottosuolo, sprofondando per 150 metri e oltre. Perdono la vita sette persone: il medico, sua moglie, il figlio, una cuoca, una cameriera, un capoposto dei gendarmi in pensione e la moglie. Nel 1914 la comunità locale erige un monumento in memoria della tragedia.

Nel 1953 inizia un periodo di crisi dal quale la miniera non si risolleverà più. La cava sotto la società Raibl passa sotto la società mineraria di Pertisola. Nel 1965 la regione acquisisce la gestione della miniera e il 6 febbraio 1991 con una protesta durata 17 giorni da parte dei minatori fa sì che la miniera chiusa rimanga comunque un luogo da visitare. Nel 1991 la miniera viene chiusa.La chiusura delle miniere ha segnato per il paese l’inizio di una profonda crisi occupazionale che ha portato ad un notevole calo demografico. Dai 2.100 abitanti del 1968 Cave del Predil è passata ai circa 400 abitanti odierni.

La storia e la memoria delle miniere viene portata avanti dall’attività del museo: www.minieracavedelpredil.it
Fonte: wikipedia

Holga 35 mm, fomapam 400.